Mio papà è stato uno dei primi se non il primo ad avere l’idea di fondare il Fans Club di Valentino quando ancora Valentino faceva l’Italiano; poi Valentino è andato a fare l’Europeo e da lì è nato questo Fans Club, quindi prima che facesse il Mondiale, cioè quando ancora Valentino non lo conosceva nessuno. Dapprima erano in dieci, tutti più o meno dell’età di mio padre; è da lì è partita tutta la storia del Fans Club.
Mi piacerebbe sapere se ti piace questa vita.
Mi piace tantissimo, perché è una vita strana, che non faresti mai se non con una grande passione. Ti devi dimenticare un po’ tutte le abitudini che magari avevi prima, non so: stare con i tuoi amici, o la sera andare a bere al bar. Quelle cose puoi scordartele.
Perché Valentino ha scelto proprio te, con tutti gli amici che aveva?
Perché forse avevamo un po’ più di feeling. Eravamo un gruppetto di dieci sempre molto affiatati, però io e lui da piccoli abbiamo sempre avuto un buon feeling, primo. E secondo lavoravo per mio padre, quindi non facevo l’operaio, ero libero. Un giorno ho detto: Babbo, io smetto perché lavoro per Valentino! e lui me l’ha fatto fare volentieri, quindi c’erano più possibilità a livello proprio pratico. Così ho iniziato.
Come ti definiresti se dovessi dare un nome al tuo ruolo? Cosa fai?
Non mi piace tanto quando mi dicono: Uccio, l’amico di Valentino?. Sono amico di Valentino prima di tutto perché fra me e lui è nata prima l’amicizia e poi questo lavoro. Però il mio lavoro consiste, per prima cosa, nel tenere in ordine il motorhome.
A parte l’ordine dentro, il motorhome è lungo quindici metri quindi ha le sue esigenze anche lui, nel senso che bisogna stare dietro a tutto e pulirlo, è una casa che si muove, quindi è come a casa: ad esempio, ti si può rompere la lavatrice.
E poi lo porto alle gare e ai test, lo guido solo io. E ci dormiamo solo io e lui.
Quindi non dormite in albergo?? Sfatiamo questo mito!
No, assolutamente. L’albergo è scomodo. Tutte le mattine ti dovresti svegliare presto. A noi ci piace molto dormire.
Magari avete fatto le ore piccole?
No, andiamo a letto presto, perché alle gare c’è sempre molto da fare e anche un po’ di tensione. Cioè, durante le gare non andiamo a letto presto ma neanche tardissimo. Non è che si va in giro. Piuttosto si sta nel motorhome a far due chiacchiere e guardare un film, comunque si sta lì. A livello di manager non faccio proprio niente, però gli evito un po’ di stress, magari uno viene a chiedere la foto e riesco a dire di no in un modo migliore. So cosa vuole lui, basta che ci guardiamo un attimo e so cosa fare e non fare. Questo è il mio compito.
Comunque ogni pilota ha un Uccio. Che poi siano amici come con me, che siamo amici da quando avevo cinque anni, forse non tutti, forse nessuno. Però comunque il mio è un lavoro.
Si mischia l’amicizia con il lavoro? Per esempio: litigate?
Come no! Litighiamo di sicuro, ma non litighiamo per il lavoro, ma come due amici normali, cioè: perché io voglio andare a mangiare da una parte e lui da un’altra, così.
Sul lavoro lui mi fa fare quello che voglio. Se arriva che il camper non è pulito non si arrabbia assolutamente, tanto sa che poi lo pulisco dopo cinque minuti. C’è del feeling fra di noi.
Cosa provi per lui?
Io gli voglio bene e provo tanta ammirazione, perché é uno che anche nella vita privata non perde mai le staffe, è sempre molto tranquillo, ha un sacco di gente che gli va addosso però lui mantiene sempre molto la calma. In più è uno che coinvolge molto, non solo me. Ti coinvolge sempre in tutto quello che fa. Anche se lui ha molte più possibilità di un altro fa sempre in modo che tutti si sentano al pari. Questo è molto bello. Se prende in affitto una casa è per tutti.
Sono rimaste le amicizie di una volta e solo per questo è da ammirare!!