La crisi e la Rivincita

•16 aprile 2009 • Lascia un commento

Il 2 agosto 2006 Rossi firma il rinnovo contrattuale con la Yamaha, rifiutando l’offerta della Ducati e sconfessando le ipotesi giornalistiche di un suo possibile esordio in Formula 1 con la Scuderia Ferrari.

Nella stagione 2006 Rossi si classifica al secondo posto. Ottiene 5 vittorie, 6 in meno dell’anno precedente, principalmente a causa di due cadute (tamponato da Elias alla prima curva a Jerez), due rotture del motore (Le Mans e Laguna Seca) e un distaccamento del battistrada del pneumatico anteriore in Cina. A 6 gare dal termine del campionato Rossi si trova a 51 punti di distanza dal capoclassifica, ma inizia una rimonta che appassiona i tifosi, arrivando ad affrontare l’ultima gara in testa alla classifica con 8 punti di vantaggio. Nell’ultima gara, però, dopo una brutta partenza dalla Pole Position, cade nel tentativo di rimontare gli avversari ed arriva al 13° posto, perdendo il campionato, vinto da Nicky Hayden che viola l’imbattibilità quinquennale di Rossi.

 
Nel Motomondiale 2007 le sue prestazioni sono altalenanti: vince a Jerez, Mugello, Assen, Estoril (dove dedica la vittoria di quest’ultimo a Colin McRae, scomparso il giorno precedente); Continua a leggere ‘La crisi e la Rivincita’

La M1 FIAT

•15 aprile 2009 • Lascia un commento

Più di 220 cv racchiusi in 800 cc, un rombo inconfondibile, massiccio, cupo, temerario, deciso. Carena filante, aerodinamica fluida, stile leggero e tagliente.
Bianca e blu, con la grande scritta in rosso su carene e cupolino del nuovo sponsor, la Fiat.
Inoltre, saranno firmate Fiat le tute da gara dei due piloti e tutto l’abbigliamento dello staff e dei meccanici. «L’abbinamento Fiat-Yamaha mi sembra una grande idea – ha detto Rossi – speriamo che funzioni bene. È un grande marchio italiano, quando me lo hanno detto siamo stati subito tutti molto contenti. Ho anche collaborato per la grafica della moto. Mi sembra che abbiamo raggiunto un buon risultato».

Un tonfo nel vuoto

•13 aprile 2009 • Lascia un commento

ROMA – 8 Agosto 2007

Valentino Rossi ha evaso il fisco per 25 milioni di euro, dovuti per gli anni 2000-2004. Il centauro ha ricevuto un accertamento milionario dall’ufficio di Pesaro dell’Agenzia delle Entrate, in base al quale risulta tra il 2000 e il 2004 un imponibile non dichiarato di 60 milioni. E dato l’importo molto elevato scatterà, con tutta probabilità, una denuncia alla magistratura per il reato di omessa dichiarazione. Le multe ipotizzabili raggiungono cifre stratosferiche: anche cento milioni di euro.

Rossi ha comunicato al fisco di aver trasferito la propria residenza in Gran Bretagna il 15 marzo del 2000, ma la ricostruzione effettuata sulla base delle indagini condotte dall’ufficio di Pesaro dell’Agenzia avrebbe certificato che Rossi in questi anni, e più precisamente dal 6 aprile 2000, ha presentato le dichiarazioni tributarie in Inghilterra, ma per cifre irrisorie.

Il trasferimento fittizio per l’Agenzia delle Entrate in Gran Bretagna gli avrebbe permesso di usufruire del regime dei ‘resident but not domicilied’ che consente al contribuente di dichiarare solo i redditi prodotti in Inghilterra. Una situazione che non piace al governo italiano. 

L’evasione per 25 milioni, in base alla normativa fiscale, può tradursi in una multa che può variare da due a quattro volte l’imposta evasa, quindi fino a 100 milioni. Tuttavia se invece Rossi decidesse di pagare entro 30 giorni, potrebbe ottenere sostanziose riduzioni. Ha naturalmente anche la possibilità di fare ricorso, ma può incorrere anche in sanzioni di tipo penale, previste in tutti i casi nei quali la somma evasa ecceda i 75.000 euro. 

Valentino Rossi si aggiunge così a una lunga lista di sportivi accusati di aver evaso il fisco: tra questi Diego Armando Maradona, con oltre 30 milioni di euro, Loris Capirossi con 9 milioni, Alberto Tomba, Max Biaggi, il tennista Andrea Gaudenzi, il pilota Nicola Larini, Pierfrancesco Chili (moto) e il ciclista Mario Cipollini.

A noi però piace pensare a Vale come un grande campione e non vogliamo pensare a questi fattacci. Vogliamo invece guardare al futuro e continuare a sognare immersi in un moto mondiale tutto da guardare!!

Gli anni 90 di Valentino

•9 aprile 2009 • Lascia un commento

Io direi che questo video si commenta da solo!!

Uccio, Alessio Salucci

•8 aprile 2009 • 1 commento

uccioMio papà è stato uno dei primi se non il primo ad avere l’idea di fondare il Fans Club di Valentino quando ancora Valentino faceva l’Italiano; poi Valentino è andato a fare l’Europeo e da lì è nato questo Fans Club, quindi prima che facesse il Mondiale, cioè quando ancora Valentino non lo conosceva nessuno. Dapprima erano in dieci, tutti più o meno dell’età di mio padre; è da lì è partita tutta la storia del Fans Club. 

Mi piacerebbe sapere se ti piace questa vita.


Mi piace tantissimo, perché è una vita strana, che non faresti mai se non con una grande passione. Ti devi dimenticare un po’ tutte le abitudini che magari avevi prima, non so: stare con i tuoi amici, o la sera andare a bere al bar. Quelle cose puoi scordartele.



Perché Valentino ha scelto proprio te, con tutti gli amici che aveva?



Perché forse avevamo un po’ più di feeling. Eravamo un gruppetto di dieci sempre molto affiatati, però io e lui da piccoli abbiamo sempre avuto un buon feeling, primo. E secondo lavoravo per mio padre, quindi non facevo l’operaio, ero libero. Un giorno ho detto: Babbo, io smetto perché lavoro per Valentino! e lui me l’ha fatto fare volentieri, quindi c’erano più possibilità a livello proprio pratico. Così ho iniziato.



Come ti definiresti se dovessi dare un nome al tuo ruolo? Cosa fai?



Non mi piace tanto quando mi dicono: Uccio, l’amico di Valentino?. Sono amico di Valentino prima di tutto perché fra me e lui è nata prima l’amicizia e poi questo lavoro. Però il mio lavoro consiste, per prima cosa, nel tenere in ordine il motorhome. 
A parte l’ordine dentro, il motorhome è lungo quindici metri quindi ha le sue esigenze anche lui, nel senso che bisogna stare dietro a tutto e pulirlo, è una casa che si muove, quindi è come a casa: ad esempio, ti si può rompere la lavatrice.
E poi lo porto alle gare e ai test, lo guido solo io. E ci dormiamo solo io e lui.



Quindi non dormite in albergo?? Sfatiamo questo mito!



No, assolutamente. L’albergo è scomodo. Tutte le mattine ti dovresti svegliare presto. A noi ci piace molto dormire.



Magari avete fatto le ore piccole?



No, andiamo a letto presto, perché alle gare c’è sempre molto da fare e anche un po’ di tensione. Cioè, durante le gare non andiamo a letto presto ma neanche tardissimo. Non è che si va in giro. Piuttosto si sta nel motorhome a far due chiacchiere e guardare un film, comunque si sta lì. A livello di manager non faccio proprio niente, però gli evito un po’ di stress, magari uno viene a chiedere la foto e riesco a dire di no in un modo migliore. So cosa vuole lui, basta che ci guardiamo un attimo e so cosa fare e non fare. Questo è il mio compito. 
Comunque ogni pilota ha un Uccio. Che poi siano amici come con me, che siamo amici da quando avevo cinque anni, forse non tutti, forse nessuno. Però comunque il mio è un lavoro. 



Si mischia l’amicizia con il lavoro? Per esempio: litigate?



Come no! Litighiamo di sicuro, ma non litighiamo per il lavoro, ma come due amici normali, cioè: perché io voglio andare a mangiare da una parte e lui da un’altra, così.
Sul lavoro lui mi fa fare quello che voglio. Se arriva che il camper non è pulito non si arrabbia assolutamente, tanto sa che poi lo pulisco dopo cinque minuti. C’è del feeling fra di noi.



Cosa provi per lui?

Io gli voglio bene e provo tanta ammirazione, perché é uno che anche nella vita privata non perde mai le staffe, è sempre molto tranquillo, ha un sacco di gente che gli va addosso però lui mantiene sempre molto la calma. In più è uno che coinvolge molto, non solo me. Ti coinvolge sempre in tutto quello che fa. Anche se lui ha molte più possibilità di un altro fa sempre in modo che tutti si sentano al pari. Questo è molto bello. Se prende in affitto una casa è per tutti.

Sono rimaste le amicizie di una volta e solo per questo è da ammirare!!

Fumetti che passione…

•6 aprile 2009 • Lascia un commento

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Disegnato dall’abile matita di Milo Manara, il racconto a puntate presenta le avvincenti vicende del popolarissimo pilota di Tavullia.

“Il Rossi protagonista del fumetto – racconta Manara – è uno a cui capitano diverse cose, che come avviene nella realtà Valentino affronta con una curiosità disarmante”. Il protagonista del fumetto non solo ha i tratti somatici di Rossi, ma interpreta il carattere del più famoso campione del mondo di motociclismo. Il nuovo fumetto a puntate non vuole essere la celebrazione di Rossi che vince, ma una storia che svela una diversa personalità del campione.

«Valentino – dice Manara – è sorprendente, soprattutto sul lato umano, ho subito apprezzato una certa timidezza, delle punte di malinconia, una sicurezza costruita sui dubbi. Insomma, una persona solare e divertente, con una doppia personalità tipica dei personaggi dei fumetti: ha qualche cosa degli impacci di Clark Kent, che di colpo si trasforma in Superman».

«Questo è un fumetto interessante – prosegue il disegnatore – perchè svela una certa personalità, quel suo modo di agire un pò remissivo, un pò sballottato dagli eventi. Al di là di quando cala la visiera ed entra in pista: in quel momento tutto cambia e Valentino si trasforma in un cavaliere».

http://www.repubblica.it/2007/03/gallerie/motori/manara-valentino/manara-valentino.html?ref=search

Help!!!

•2 aprile 2009 • Lascia un commento

Ho un dubbio malefico che mi attanaglia da tempo.
Ricordate lo strepitoso salvataggio della moto di Valentino Rossi (quello ch esi vede nel video qui sopra)??
Non mi ricordo dove sia successo, in quale circuito e nemmeno in quale anno.
Vi prego di aiutarmi… Se qualcuno ha qualsiasi notizia prego di farmi sapere…
Grazie

Graziano Rossi

•2 aprile 2009 • Lascia un commento

TAVULLIA -
«La cosa più bella che abbiamo fatto insieme, io e Valentino, è stata una Panoramica della Madonna. La Panoramica è la strada collinare che va da Pesaro a Cattolica, è lì che noi di qua andiamo a fare i numeri. Valentino aveva un’ Honda 650 e io un’ altra moto. Sono riuscito a non farmi “lasciare” e alla fine mi ha detto “cavolo babbo, vai eh?”. Che soddisfazione. In inverno invece andiamo in una cava di terra con le moto da fuoristrada ma con le gomme lisce: mi ero messo in testa di sfidarlo ma lì non c’ è stata storia. Una delusione».

E’ stato in quella cava vicino Pesaro che, tanti anni fa, Graziano Rossi ha scoperto di avere un figlio più veloce di lui.

«Andavo coi miei amici piloti a fare i “traversi”, cioè le derapate, con le auto da rally. Valentino aveva 4 o 5 anni, veniva con un kart che gli avevo costruito io e ci batteva, andava come un missile».

Se uno pensa che Valentino sia un po’ sciroccato è perché non conosce il padre. Fenomeno vero di stramberia e simpatia contagiosa. Un personaggio. Bretelle penzoloni, camicia a scacchi aperta sulla canottiera bianca e cravatta gialla annodata quasi sull’ ombelico. Felliniano. La treccia se l’ è tagliata dopo vent’ anni domenica mattina, per rispettare la scommessa col figlio, e se la tiene in tasca. Graziano era quello che girava in paese con la gallina al guinzaglio, lo sanno tutti, ma è meno noto che sia maestro elementare, mai insegnato però, per fortuna dell’ umanità.

Rossi vs Gibe

•31 marzo 2009 • Lascia un commento

JEREZ – 10 Aprile 2005

Non cede un millimetro, Valentino Rossi. E’ la sua tattica e la sua forza: pretende sempre la ragione, impone al paddock e agli avversari il punto di vista del campione.

«E’ stata una grande gara, durissima, con un ritmo incredibile. Una battaglia con Sete. Lui è molto arrabbiato, posso anche capirlo, ma queste sono le corse. E’ MotoGp al limite e Gibernau deve essere felice di aver fatto una battaglia con me».

Rossi, una corsa al limite o una corsa scorretta?

«Al limite, al limite. All’ ultima curva sono uscito più veloce di lui, quella che ho percorso era l’ unica strada disponibile. Ci siamo toccati, certo, ma se in gara non vogliamo rischiare possiamo cambiare sport».

Rossi, lei ha tolto un piede dalla pedana per frenare la Yamaha. Era troppo veloce in quella curva.

«è un gesto che faccio sempre quando scalo le marce. Sì, in quel punto sono uscito molto più veloce di Gibernau e quindi era giusto che passassi io. Sete ha fatto bene a entrare, io ho fatto bene a passare dove sono passato. C’ era poco spazio, ma ho solo fatto la mia curva. A Jerez nessuno dei due ha risparmiato colpi, nelle gare importanti e con piloti tosti come il sottoscritto e Gibernau questo succede».

Nemici da sempre…

•27 marzo 2009 • 11 commenti

Nella vita di Rossi il “nemico” ha sempre avuto grande importanza.
Sul casco porta il suo manifesto: il Sole e la Luna, i due opposti. Il Valentino solare dei festeggiamenti nel giro d’onore, e quello lunare, più freddo, persino cattivo dei testa a testa in gara. I grandi piloti sono così: il vero rivale è il compagno di squadra, poi c’è il rivale numero uno, quello che è bello battere. Nel vaso di Valentino, la rivalità con Max Biaggi ha fatto epoca. Biaggi, l’affermato campione si trova a combattere, gara dopo gara, con un giovane arrembante delle corse, Valentino Rossi.

L’inizio della rivalità fra i due viene fatta risalire alla gara della classe 125, Mugello 1997. Valentino per festeggiare la vittoria compie il giro d’onore con in sella una bambola gonfiabile con la scritta Claudia Skiffer. Il riferimento era ovvio…Max Biaggi.

Da quel momento è un continuo inseguimento tra i due per una sfida in sella: quando Rossi approda in 250, Biaggi è in 500. La rivalità continuò a distanza fino al 2000, anno in cui entrambi i piloti disputarono il mondiale 500cc.

Durante la prima gara del campionato, il Gp del Giappone disputato l’ 8 Aprile, in gara, dopo alcuni tentativi di sorpasso, Rossi tentò un ulteriore attacco ai danni di Biaggi all’esterno dell’ultima curva dopo la chicane, venendo però fermato da quest’ultimo con un gesto ai limiti del regolamento: Biaggi allargò il gomito, causando un pericoloso fuoripista di Rossi, che rientrando indenne in pista, nel giro successivo, alla prima curva sferrò un sorpasso azzardato, sfiorando pericolosamente la leva del freno anteriore di Biaggi. Dopo aver superato Biaggi, Rossi rivolse all’avversario un gesto della mano con il dito medio alzato.

Le acque si calmarono fino al GP di Barcellona disputato il 17 Giugno dello stesso anno, che si concluse con tre italiani sul podio: Rossi, Biaggi e Capirossi. Finita la gara, i tre piloti si recarono al podio sopraelevato per la premiazione: Biaggi, salendo sulla stretta scala d’accesso, urtò (non si sa se involontariamente o meno) Gibo Badioli, manager e grande amico di Rossi. Badioli spintonò a sua volta Biaggi e così si scatenò la rissa tra i due piloti italiani, fortunatamente separati dai dirigenti di gara prima di arrivare allo scontro fisico.Il presidente della federazione internazionale, in seguito a questi gesti antisportivi, si rifiutò di consegnare i premi vinti.

La rivalità tra i due continuò anche con l’introduzione della classe MotoGP con motori quattro tempi da 1000cc. Infatti nel GP d’Inghilterra 2002 sul circuito di Donington, grazie al vantaggio su Biaggi, per festeggiare la vittoria salutando il pubblico in maniera bizzarra, Rossi passò molto lentamente sotto la bandiera a scacchi, seduto trasversalmente sul serbatoio e senza appoggio su pedane e manubri di sterzo, in piena traiettoria di percorrenza. Nel frattempo, Biaggi sopraggiunse da dietro velocemente ed in traiettoria fino alla bandiera a scacchi, passando quindi molto vicino a Rossi con abbondante differenza di velocità. L’accaduto infastidì Rossi che, nell’intervista per la TV italiana, rivolse una frase poco felice nei confronti di Biaggi.
<<Biaggi è solito fare queste stronzate, evidentemente gli tira il culo arrivare dietro tutte le domeniche>>
Biaggi invece si giustificò affermando di essere sopraggiunto ad alta velocità perché era ancora in gara e per non farsi superare da Alex Barros che si trovava subito dietro. Rossi accettò quindi la giustificazione, scusandosi con Biaggi.

Ancora oggi, nonostante i due si trovino già da diversi anni a competere in categorie differenti (Biaggi: SBK; Rossi: MotoGP), sono ancora i piloti che attirano maggiormente l’attenzione del mondo motociclistico e dei media, che dividono appassionati e addetti ai lavori sulla loro storica rivalità anche a distanza.