Graziano Rossi

TAVULLIA -
«La cosa più bella che abbiamo fatto insieme, io e Valentino, è stata una Panoramica della Madonna. La Panoramica è la strada collinare che va da Pesaro a Cattolica, è lì che noi di qua andiamo a fare i numeri. Valentino aveva un’ Honda 650 e io un’ altra moto. Sono riuscito a non farmi “lasciare” e alla fine mi ha detto “cavolo babbo, vai eh?”. Che soddisfazione. In inverno invece andiamo in una cava di terra con le moto da fuoristrada ma con le gomme lisce: mi ero messo in testa di sfidarlo ma lì non c’ è stata storia. Una delusione».

E’ stato in quella cava vicino Pesaro che, tanti anni fa, Graziano Rossi ha scoperto di avere un figlio più veloce di lui.

«Andavo coi miei amici piloti a fare i “traversi”, cioè le derapate, con le auto da rally. Valentino aveva 4 o 5 anni, veniva con un kart che gli avevo costruito io e ci batteva, andava come un missile».

Se uno pensa che Valentino sia un po’ sciroccato è perché non conosce il padre. Fenomeno vero di stramberia e simpatia contagiosa. Un personaggio. Bretelle penzoloni, camicia a scacchi aperta sulla canottiera bianca e cravatta gialla annodata quasi sull’ ombelico. Felliniano. La treccia se l’ è tagliata dopo vent’ anni domenica mattina, per rispettare la scommessa col figlio, e se la tiene in tasca. Graziano era quello che girava in paese con la gallina al guinzaglio, lo sanno tutti, ma è meno noto che sia maestro elementare, mai insegnato però, per fortuna dell’ umanità.

~ di serginjo su 2 aprile 2009.

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